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L'album consigliato dai conduttori del Notturno Italiano, scelto tra i classici, le novità, le ristampe e le rarità.
FRANCO BATTIATO
IL VUOTO
MERCURY 1722972 (2007)
Per il mercato discografico nazionale l'uscita di un album di Franco Battiato è molto importante. Le aspettative sono alte. Dagli anni '70 il musicista siciliano esperimenta e crea un originale flusso caratterizzato dalla contaminazione e dall'unione tra linguaggi, ma, dopo aver ascoltato Il Vuoto, si rimane un po' disorientati. Manca il brano trascinante, la canzone che colpisce cuore e cervello, e il disco dura solo trentatré minuti. Siamo di fronte ad un'opera minore nel vasto e multiforme catalogo del cantautore, che comunque mantiene inalterato lo stile. Nel cd fanno il loro esordio le MAB, quattro ragazze sarde che Battiato ha conosciuto a Londra. Pregevole la voce di Alice Dionis ne Il Vuoto e in The Game Is Over, accompagnata da un sample di un brano mongolo. Prosegue, piaccia o meno, la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, a cui si devono alcune ricercatezze linguistiche, in linea con la ricerca sonora. Come sempre, i testi abbondano di astuti anglicismi, incastonati in arrangiamenti tecno-sinfonici, ai quali partecipa la sezione d'archi della prestigiosa Royal Philarmonic Orchestra. In conclusione, in questo lavoro non ci sono nuove direzioni stilistiche e si intravedono solo tracce della creatività del Battiato che abbiamo imparato ad amare e cantare. Il Vuoto si conclude con Stati Di Gioia, una canzone sulla memoria sonora che fissa in pochi ed efficaci versi un'immagine piacevolmente sbiadita: "Era l'estate del '63 un pomeriggio assolato, da un juke box di un bar completamente vuoto She loves you ye ye ye".
Marco Artico
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