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Valentina Vezzali e Giovanna Trillini |
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Una stoccata di Giovanna Trillini |
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STORIA DEL CLUB SCHERMA JESI
Da Enzo Tricoli a Valentina Vezzali
a cura di Maurizio Ruggeri
Inizia in un piccolo sotterraneo di via Amici a Jesi la storia di un club di scherma destinato a scrivere pagine indimenticabili per lo sport azzurro. Era il 1947 quando il sergente maggiore Ezio Triccoli, reduce dai campi di concentramento di Zonderwater in Sudafrica, decide di radunare un gruppo di ragazzi per insegnare la nobile arte della scherma appresa dagli ufficiali inglesi durante la prigionia. Passano vent'anni e passione e sacrificio si traducono nelle prime medaglie, quelle conquistate da Luigi Lenti in varie competizioni nazionali. A quel punto, è chiaro, occorre una struttura più idonea. Nasce così il Palazzetto della Scherma, ancora oggi sede sociale e sportiva del Club di scherma Jesi. Col tempo arrivano anche i primi successi internazionale: Susanna Betazzi vince la medaglia d'argento ai Campionati Mondiali Giovani di Città del Messico e, insieme a Doriana Pigliapoco e Annarita Sparaciari, viene chiamata a rappresentare il tricolore italiano alle Olimpiadi di Montreal del 1976. Batazzi e Sparaciari figureranno anche ai Giochi Olimpici di Mosca. Ma è con Stefano Cerioni che il Club jesino comincia davvero ad attirare le attenzioni mondiali. Alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 il giovanissimo Stefano vince la medaglia d'oro nel fioretto a squadre e quella di bronzo nella gara individuale. Quattro anni dopo, alle Olimpiadi di Seul, ancora podio, quello più alto. Cerioni è oro nel fioretto individuale. Poi inizia l'era, splendida e ricca di trionfi internazionali, di Valentina Vezzali e Giovanna Trillini. Le due atlete sono ancora in attività e continuano a vincere ovunque. La loro, pertanto, è storia dei nostri giorni.
GIORGIO GERMANÒ
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