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Il celebre oriundo Omar Sivori 

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Il grandissimo Alfredo Di Stefano  


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UN CINEMA, MILLE STADI
Storia del calcio sul grande schermo
3º puntata (1960 - 1969)

IL CINEMA DEI CAMPIONI

Con la diffusione della televisione, approdata in Italia nella prima metà degli anni 50, e la maggiore fruizione di immagini di calcio giocato, nel decennio che segna l'avvento dei Beatles i veri "eroi della domenica" conquistano sempre maggiore spazio anche sul grande schermo.
Già nel 1951, Ennio De Concini realizzò "Gli undici moschettieri", un film che documentava la nascita e la storia della nazionale italiana, ma per il resto della decade non vennero realizzati altri documentari sportivi degni di nota.
Circa dieci anni dopo, quando i produttori e sceneggiatori iniziarono a fare i conti con il limitato numero di schemi narrativi da applicare al mondo del calcio e si resero ormai conto di aver esaurito gli spunti più originali, ricorrere al linguaggio documentaristico fu una scelta necessaria ed inevitabile.
I primi a beneficiare dell'attenzione furono naturalmente i fuoriclasse dell'epoca, specialmente quelli più capaci di gesti atletici spettacolari come "l'uccellino" Garrincha, (Garrincha alegria do povo - 1962), l'oriundo Omar Sivori (Idoli controluce - 1966) e l'amatissimo Alfredo Di Stefano interprete delle due pellicole spagnole "Saetta Bionda" (Saeta Rubia - 1955), "Lo scontro della domenica" (La Batalla del Domingo - 1962).
Anche le imprese della nazionale brasiliana furono adeguatamente e tempestivamente celebrate dopo i successi in coppa del mondo con alcune opere di cui si ricorda "Subterrâneos do Futebol"(1964) e "Evolução do futebol brasileiro" (1969).
Sempre di stampo documentaristico è lo sperimentale "Comizi d'amore", un film in cui Pierpaolo Pasolini realizza un'inchiesta sull'evoluzione dei costumi sessuali degli italiani. La citazione è d'obbligo se consideriamo che tra gli intervistati figurano anche i giocatori della squadra del Bologna sorpresi durante l'allenamento.
Un'altra figura leggendaria del calcio inglese nel 1965 accetta di prestare la sua immagine al cinema per la realizzazione di "Cup Fever". Si tratta di Sir Matt Bursby, il leggendario allenatore con cui il Manchester United vinse praticamente tutto in europa negli anni della "swinging London". Nel film, Bursby aiuta il giovanissimi giocatori del Barton United a vincere una coppa locale.
Altra pellicola da segnalare soprattutto perché il tempo di gioco di una partita di coppa della Lega inglese scandisce le operazioni di un colpo alla Zecca d'Inghilterra messo a punto da un gruppo di evasi, è "Sette volte sette", dell'italianissimo Michele Lupo (1968).
Per concludere questo capitolo, ricordiamo  Vittorio Gassman che in uno degli episodi de "I mostri" (1963), intitolato "Che vitaccia", da vita ad un ritratto memorabile di "tifoso all'ultimo stadio". L'attore interpreta infatti un poveraccio di una degradata borgata romana che lascia il figlio gravemente malato pur di andare all'Olimpico. Tra i scalmanati della curva, il tifoso rischierà anche il collasso per aver incitato con troppa enfasi i giocatori della sua squadra ("Gol, a'mo segnato, daje Pedro, goool!").

FRANCESCO MORICONI

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