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Non solo calcio

Andrea Sartoretti

Una menzione speciale la merita Andrea Sartoretti

La nazionale Italiana

E ora puntiamo all'unico titolo che manca

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L'ITALIA E' AD ATENE

Con il secondo posto nella Coppa del Mondo giapponese, gli azzurri centrano l'obiettivo qualificazione e possono dare l'ennesimo assalto all'unico trofeo che manca nel loro fornitissimo scaffale. Una medaglia d'oro stregata, che non è mai finita sul collo italiano; neanche quando sul parquet faceva sfracelli la nazionale del secolo, quella di Zorzi, Lucchetta, Cantagalli, insomma quella Italia della generazione di fenomeni che vinse tutto. O quasi tutto, appunto. Perché nel 1996, all'apice della sua superiorità, si trovò in finale l'Olanda e si fermò all'argento. Ad Atene 2004 non partirà con i favori del pronostico. Il Brasile è la squadra numero uno, ma l'Italia quest'anno l'ha già battuta due volte in World League, sia a Bologna (rimontando dallo 0-2) che fuori casa. 
L'Italia di Montali ha concluso infatti un'annata più che soddisfacente: tre manifestazioni e tre volte sul podio: l'oro agli Europei, l'argento in Coppa del Mondo e il bronzo nella World League. Per l'impresa giapponese una menzione speciale la merita Andrea Sartoretti, un giocatore che sta facendo volare Trento e la Nazionale. Non più giovanissimo, l'opposto umbro ha vinto in Giappone il premio come miglior battitore, guadagnando, oltre alla gloria, 50.000 dollari. Sono lontani i tempi in cui, ragazzino in forza al Città di Castello, era costretto a prendere, prima delle sue già micidiali battute in salto, una strana rincorsa circolare, quasi sul posto, per le ridotte dimensioni della palestra. E anche oggi, negli impianti migliori del mondo, la sua rincorsa prima della fucilata è rimasta un po' storta.

SABRINA BALDETTI